Le qualità della maestra montessoriana

Quando, nel 1907, Maria Montessori cominciò a elaborare il suo metodo a Roma nella casa dei bambini di San Lorenzo, ebbe da subito la consapevolezza che per applicare questo nuovo metodo occorreva anche una maestra “nuova”, senza la quale il metodo Montessori non può agire nel bambino.

Come debba caratterizzarsi la maestra montessoriana, la Dottoressa lo spiega in tre capitoli:
“La maestra”, cap. X di La scoperta del bambino,
“La tecnica delle lezioni”, XI di La scoperta del bambino,
“Come deve essere la maestra montessoriana”, cap. XIII di Educazione per un mondo nuovo

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In quest’ultimo leggiamo:

«La maestra montessoriana deve essere creata ex novo, dopo che si sia liberata da ogni pregiudizio. Il primo passo è il l’auto-preparazione dell’immaginazione, perché la maestra montessoriana deve vedere un bambino che non esiste ancora, materialmente parlando; deve avere fede nel bambino che si rivelerà per mezzo del lavoro.»

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E in “La preparazione della maestra” cap. 4 di L’autoeducazione, a pag. 122 dell’edizione Garzanti 2007, leggiamo:

«Io inizierei le maestre alla osservazione delle forme più semplici degli esseri viventi, con tutti quei sussidi che la scienza insegna; ne farei delle microscopiste; le inizierei alla coltivazione e alla osservazione delle piante nella loro fisiologia; le farei osservatrici di insetti, le farei penetrare nello studio delle leggi generali biologiche. Ma non con la sola teoria, bensì praticando da sé, nei gabinetti e in seno alla libera natura.»

Maestri

A maggior completezza, nel giorno natale della Dottoressa Montessori offriamo la lettura del bell’articolo “Alcune osservazioni sulla maestra montessoriana” scritto dal Prof. Furio Pesci, docente di Storia della Pedagogia a “La Sapienza” di Roma, reperibile a questo link.

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